Strage di Viareggio: intimidazioni a Riccardo Antonini

19 07 2011

ESPRIMENDO LA NOSTRA SOLIDARIETA’, PUBBLICHIAMO LA LETTERA DI RICCARDO

Dopo la diffida del 5 luglio 2011 inviata al sottoscritto da parte della direzione Fs per essermi posto in una “situazione di conflitto di interessi”, oggi martedì 19 luglio, mi è giunta una contestazione disciplinare che comunica di avere 10 gg. di tempo per produrre giustificazioni a mia difesa.
Innanzitutto, intendo ringraziare quanti (e sono stati veramente tanti) nei giorni scorsi mi hanno espresso solidarietà per essere stato censurato e diffidato dalle ferrovie in qualità di consulente di familiari. La solidarietà è un’arma straordinaria e dà la forza necessaria a condurre una battaglia estremamente significativa ed importante come quella sul 29 giugno 2009. Chi nega la solidarietà compie, principalmente, un torto a sé stesso/a. I dirigenti Fs, in primis l’Ad, sig. Moretti, credono di intimidire il sottoscritto con le minacce di oggi (e la rappresaglia di domani?) ma hanno sbagliato destinatario.
Rispetto all’impegno assunto sull’incidente probatorio il 7 marzo scorso, intendo esercitarlo fino alla sua conclusione (prossimo 2 novembre). Rivendico il diritto di espressione e la libertà di opinione, di cronaca e di critica, come recitano l’art. 21 della Costituzione e l’art. 19 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, incluso il diritto a non essere più molestato per questo impegno civile e sociale.
Intendo continuare ad essere uomo libero anche come dipendente delle ferrovie. Questi dirigenti Fs (tra cui il firmatario delle missive, sig, Pozzi Riccardo) non si rendono conto della gravità di quanto stanno facendo nei miei confronti e soprattutto di cosa sia accaduto a Viareggio il 29 giugno 2009: 32 vittime, feriti gravissimi, sopravvissuti, superstiti che sul corpo e nell’anima ne porteranno i segni per tutta la vita, una parte della città totalmente distrutta.
L’unica cosa responsabile e dignitosa che avrebbero a fare è: – chiedere sinceramente scusa ai familiari delle vittime, alle persone che soffrono di questa immane tragedia ed alla città di Viareggio; – rassegnare le dimissioni (tra l’altro, anche in qualità di indagati dalla Procura di Lucca); – recedere da qualsiasi forma di intimidazione, minaccia e rappresaglia nei confronti di ferrovieri che da anni conducono coerentemente la battaglia per la sicurezza e la salute e dal 29 giugno 2009 per verità e giustizia.
Riccardo Antonini

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2 responses

10 08 2011
t p

incredibile che si tiri in ballo il conflitto di interessi in un paese dove il primo ministro è un imprenditore (lo ha detto lui, in prima linea per giunta) con abnormi conflitti di interesse in tutti i settori economici (qualche anno fa invece aveva detto che il conflitto di interessi non esiste perché non fa più l’imprenditore!)

11 08 2011
Giò

Tanta, tanta stima solidale ad un uomo libero.

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