ALTRI MONDI SONO POSSIBILI? Rivoluzione Ecologica e Transition Towns

16 01 2012

Sul petrolio si basa tutto il sistema industriale e quindi economico della nostra società, dai trasporti all’agricoltura, con conseguenze disastrose per l’ambiente e per la nostra salute. Ma le riserve di questa miscela di idrocarburi non sono infinite e dopo il raggiungimento del picco massimo di sfruttamento non potrà che esserci un rapido declino. A questo punto trasformare la nostra società non sarà più una scelta ma una necessità.

Di quali possano essere le strade percorribili per attuare il cambiamento ne parliamo con Selva Varengo, studiosa del pensiero di Murray Bookchin e autrice di un volume a lui dedicato, dal titolo La Rivoluzione Ecologica (Edizioni ZIC), e ci confronteremo con le esperienze delle Transition Towns ovvero le città in transizione.

Murray Bookchin con netto anticipo rispetto ai movimenti ambientalisti, pubblica nel 1952 un saggio in cui delinea l’incombente crisi ecologica a cui avrebbe portato il sistema economico capitalista. Il merito di questo pensatore libertario risiede non solo nell’aver criticato in modo profondo la società attuale, in cui prevale la logica del dominio dell’uomo sull’uomo e dell’uomo sulla natura, ma soprattutto nell’aver indicato la strada da intraprendere, attraverso i principi dell’ecologia sociale. Nel 1984 viene invitato a Carrara dal Circolo Anarchico, allora impegnato nella lotta contro la Farmoplant Montedison, per affrontare in un dibattito il tema della crisi ecologica e le soluzioni possibili. Il pensiero ecologista di Bookchin è un pensiero rivoluzionario poiché presuppone uno stravolgimento sostanziale della società, legando indissolubilmente la questione ecologica a quella sociale, l’ecologia sociale è così definita proprio perché riconosce che tutti i problemi ecologici derivano da problemi sociali, e che i primi non possono in alcun modo essere trattati separatamente dai secondi, che ne sono la causa e l’origine.

L’idea di una città in transizione e la sua successiva realizzazione nasce dall’ambientalista ed esperto in permacultura Rob Hopkins negli anni 2005 e 2006. Riuscire a transitare come collettività da una società che si fonda sul petrolio ad una che può scegliere le fonti energetiche migliori per l’uomo e per l’ambiente, è la sfida del movimento. La transizione, come prospettato da Bookchin non riguarda solo l’approvvigionamento energetico ma coinvolge tutti i settori della società: l’educazione, l’economia, la salute, i trasporti, l’agricoltura, i rapporti tra gli individui. Il movimento delle Transition Towns ha fra i valori fondanti l’autogestione del proprio processo trasformativo e la condivisione.

Una vita senza petrolio può essere più godibile e soddisfacente dell’attuale? Noi crediamo di si.

L’INCONTRO SI SVOLGERA’ NELLA SALA DI RAPPRESENTANZA DEL COMUNE DI CARRARA, SABATO 21 GENNAIO ALLE ORE 17:00

A SEGUIRE APERITIVO

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