Processo Mastrogiovanni

4 11 2012

Si è concluso il processo di primo grado per l’uccisione di Francesco Mastrogiovanni. Condanna storica per alcuni medici a pene da due a quattro anni per falso, sequestro di persona e morte come atto conseguente ad altro reato.

L’archivio Germinal di Carrara, unitosi al folto gruppo di compagni intervenuti a Vallo per portare la propria solidarietà e stringersi intorno ai familiari di Franco nelle fasi finali del processo, riporta qui alcuni estratti dalle dichiarazioni e dal comunicato del Comitato Verità e Giustizia per Francesco Mastrogiovanni.

Per noi è soddisfacente la sentenza così come è stata stilata dal giudice, perché, così come non auspichiamo il carcere a nessuno, allo stesso modo vogliamo che nessuno possa essere ucciso in un ospedale pubblico, come invece è capitato a Franco”. G. Galzerano

Vallo della Lucania (Salerno), 30 ottobre  2012

Alla fine della 36ma udienza, alle ore 18.30 di martedì 30 ottobre 2012, il Presidente del Tribunale di Vallo della Lucania, Dr.ssa Elisabetta Garzo, con la voce rotta dalla solennità della sentenza e della decisione, nell’aula Giacumbi del primo piano superaffollata, legge il dispositivo della sentenza.

I sei medici, processati per la contenzione e per la conseguente morte di Francesco Mastrogiovanni, vengono condannati a pene variabili da due a quattro anni di reclusione per i reati di falso, sequestro di persona e morte come atto conseguente ad altro reato.

Vengono condannati i medici Michele Di Genio, Rocco Barone, Raffaele BassoAmerigo Mazza, Anna Angela Ruberto e Michele Della Pepa. I medici, tranne Della Pepa, sono stati inoltre interdetti dai pubblici uffici per 5 anni.

Tutti i dodici infermieri, per sette dei quali il PM aveva chiesto una condanna a due anni di reclusione, si portano l’assoluzione a casa.
Si attendono le motivazioni per capire.

Il tribunale inoltre condanna i medici e il Direttore Generale dell’ASL Salerno 3 alle spese legali e a risarcire i familiari di Francesco Mastrogiovanni e le parti civili e Associazioni che si sono costituite (Telefono Viola, Unasam, Iniziativa Antipsichiatria, Avvocati senza frontiere, Movimento per la Giustizia Robin Hood e ASL Salerno).

Questo risultato è stato possibile grazie a un agghiacciante video che ha filmato, minuto dopo minuto, l’agonia di Mastrogiovanni per tutta la durata della sua permanenza in ospedale. Un video che i medici non hanno fatto in tempo a distruggere, che li ha inchiodati alle loro responsabilità, per aver causato la morte di un uomo pacifico, tranquillo e niente affatto aggressivo come le implacabili e veritiere immagini ci mostrano, anche se gli avvocati degli imputati – pur smentiti dal video – hanno continuato a dire che era violento, aggressivo e non collaborativo.

Nel corso delle arringhe, gli avvocati hanno tentato di scagionare i propri clienti,  ad esempio quello del Dr. Mazza, che prima di chiedere l’assoluzione ha scusato l’assenza del suo cliente perché ancora stravolto da quanto successo, aggiungendo che questi lo avrebbe incaricato di esprimere il suo dolore pubblicamente alla famiglia di Mastrogiovanni. Con tre anni di ritardo!

Al funerale di Mastrogiovanni non si vide un solo medico né del reparto di psichiatria né dell’Asl Salerno 3 tra le duemila persone indignate che parteciparono, e solo adesso il dott. Mazza se ne ricorda. Né l’ASL ha mai espresso le condoglianze alla famiglia, anzi ufficialmente l’ASL non ha mai comunicato la morte di Mastrogiovanni alla famiglia. A darne la notizia per telefono alla sorella fu il sindaco di Castelnuovo Cilento.

Nel piazzale antistante il tribunale di fronte alla maestosa scritta in greco “Verità”, opera dello scultore cilentano Antonio Trotta, è esposto uno striscione che reca la scritta a caratteri cubitali «GIUSTIZIA PER MASTROGIOVANNI MORTO NELLE MANI DELLO STATO. PERCHE’ NON ACCADA MAI PIU’».

Durante tutto l’iter processuale non sono avvenuti mai incidenti e anche la lettura della sentenza è stata ascoltata da una folla silenziosa e rispettosa, con persone venute dalla Sicilia, dalla Calabria, dalle Marche, dalla Toscana, dall’Emilia Romagna, dal Lazio.

La sentenza – anche se tutti si aspettavano una condanna con qualche anno in più di reclusione – è stata accolta dalle lacrime dei familiari di Francesco Mastrogiovanni e dalla soddisfazione degli avvocati delle parti civili e dagli esponenti del Comitato Verità e Giustizia per Mastrogiovanni.

La sentenza del Tribunale di Vallo della Lucania afferma che la contenzione non è assolutamente un atto medico. Il teorema affermato anche in udienza dal direttore sanitario, Dott. Pantaleo Palladino, secondo il quale «la contenzione è terapia», e ripreso dagli avvocati degli imputati,  è stato sconfitto in nome della civiltà e dell’umanità.

Il Tribunale di Vallo della Lucania, ridando dignità alla memoria di Franco Mastrogiovanni, che è stato a lungo calunniato in questo processo, in cui è stato dipinto sempre come violento, aggressivo, incurante della persona, ha stabilito che la contenzione dei pazienti non è assolutamente un atto terapeutico, né medico, né legale. Da oggi sia i parenti che i pazienti contenuti negli ospedali, negli ospizi e nelle case di cura possono chiedere e ottenere di essere slegati. La contenzione è un reato. Lo ha stabilito il Tribunale di Vallo della Lucania!

Comitato Verità e Giustizia per Francesco Mastrogiovanni

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4 11 2012
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tra un po’ sara’ reato conoscere e indagare sapere la verita’ su qualsiasi fatto di cronaca!!!

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