presentazione del libro “Carla Lonzi: la duplice radicalità. Dalla critica militante al femminismo di Rivolta”

14 03 2013

Dal Manifesto di Rivolta Femminile:

“La donna non va definita in rapporto all’uomo (…). L’uomo non è il modello a cui adeguare il processo della scoperta di sé da parte della donna.”

“La donna come soggetto non rifiuta l’uomo come soggetto, ma lo rifiuta come ruolo assoluto. Nella vita sociale lo rifiuta come ruolo autoritario. ”

“Della grande umiliazione che il mondo patriarcale ci ha imposto noi consideriamo responsabili i sistematici del pensiero: essi hanno mantenuto il principio della donna come essere aggiuntivo per la riproduzione della umanità, legame con la divinità o soglia del mondo animale; sfera privata e pietas. Hanno giustificato nella metafisica ciò che era ingiusto e atroce nella vita della donna.”

“Unifichiamo le situazioni e gli episodi dell’esperienza storica femminista: in essa la donna si è manifestata interrompendo per la prima volta il monologo della civiltà patriarcale.”

Nata a Firenze il 6 marzo 1931, Carla Lonzi si laurea in storia a dell’Arte con Roberto Longhi ed esercita la professione di critica d’arte fino al 1970, quando, avvicinatasi al carlalonzifemminismo, fonda il gruppo Rivolta Femminile e una piccola casa editrice ad esso collegato. I suoi scritti, Sputiamo su Hegel del 1970 e La donna clitoridea e la donna vaginale del 1971, ci regalano una nuova dimensione, appassionata ed estrema, del suo pensiero. Sono gli anni della contestazione, della ribellione e del rifiuto per quella società che vede la donna ancora sottomessa al modello maschile. Carla Lonzi ha un ruolo fondamentale nella elaborazione del Manifesto di Rivolta femminile (1970), che contiene i pensieri più significativi intorno all’idea generale del femminismo. Ciò a cui punta Lonzi non è la teorizzazione di una lotta contro il predominio maschile ma verso la libera espressione di sé. Secondo Lonzi la donna incarna perfettamente la figura dello spettatore dell’opera d’arte il quale vive completamente dimentico di sé e delle proprie capacità creative. La donna, come lo spettatore, non ha la possibilità di proporre il proprio punto di vista e di fornire il proprio apporto creativo ma, nella società patriarcale attuale, deve vivere nell’illusione del rapporto che le è fornita dall’uomo.

Interverranno le autrici del libro: Lara Conte, Vanessa Martini e Liliana Ellena

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