Siccome siamo donne paura non abbiamo BANDITE

24 06 2013

Il motivo popolare La canzone della lega inizia con “Sebben che siamo donne paura non abbiamo”, una proposizione avversativa che non ci convinceva molto per cui abbiamo deciso di intitolare l’iniziativa Siccome siamo donne paura non abbiamo e prendiamo spunto dal coraggio delle donne di Piazza delle Erbe. Image

 Il 7 luglio 1944 il comando tedesco diffonde l’ordine di evacuazione della città di Carrara per interrompere il rapporto di collaborazione tra la popolazione rimasta in città e i partigiani e le partigiane stanziate sulle Apuane. Le donne si oppongono, insorgono, sfidano a viso aperto l’esercito di occupazione e ottengono che l’ordine sia revocato. Questo momento di lotta, spontaneo e autogestito, contribuisce in modo fondamentale alla Resistenza nella zona apuana.

Ricordiamo questo episodio perché l’esercito di occupazione è sempre alle porte, l’occupazione dei nostri spazi fisici e sociali, degli spazi interiori e dei nostri corpi e per cogliere ciò che esso ci suggerisce: la capacità di reagire, unite, in modo libero ed indipendente.

L’iniziativa ha come protagoniste le bandite, donne fuori legge, fuori dai canoni sociali ma soprattutto donne messe al bando dalla storia.

Alle 19:00 aperitivo musicale con il trio Bandite, formato da Alessandra D’Aietti, Natalia Caprili e Soledad Nicolazzi, musica e cabaret con canzoni di lotta e di protesta.

A seguire la proiezione del filmdoc Bandite (di Alessia Proietti e Giuditta Pellegrini), una testimonianza corale delle partigiane combattenti che raccontano dal punto di vista femminile la Resistenza, a cui presero parte con determinazione, coraggio e cuore di donna:

Il documentario Bandite restituisce alla storia della Resistenza italiana, quella lotta di liberazione che fu anche espressione di parità e di eguaglianza tra i generi, quel momento in cui le donne escono dal ruolo storico di madre, casalinga e sposa per assumere quello di bandita, clandestina, partigiana.
Le donne non furono, come la storiografia ufficiale ci riporta, solo assistenti dei partigiani, cuoche o infermiere, in molte furono guerrigliere, pronte ad imbracciare le armi per la liberazione di tutti e tutte. Non solo il recupero di una parte della memoria storica, spesso lasciata nell’oblio, ma anche una sua ri-contestualizzazione per l’analisi del presente e come esempio per il rinnovamento sociale e politico del futuro
.”   http://www.bandite.org/

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