A testa alta! Ugo Fedeli e l’anarchismo internazionale dal 1911 al 1933

25 06 2012

Sabato 23 febbraio presentiamo il libro di Antonio Senta “A testa alta! Ugo Fedeli e l’anarchismo internazionele dal 1911 al 1933”

Nato nel 1898 a Milano, operaio e storico autodidatta, Ugo Fedeli diventa presto custode della memoria del movimento anarchico internazionale. Vive i primi decenni del secolo scorso e li racconta nei suoi diari: anarchico sin da giovanissimo, fa attiva campagna antimilitarista e al tempo della Grande Guerra diserta in Svizzera. Tornato a Milano, partecipa al Biennio Rosso e si trova coinvolto nell’attentato del teatro Diana. Questo fatto è uno spartiacque nella storia d’Italia e nella vita di Fedeli: i fascisti conquistano spazio, mentre Ugo è costretto alla fuga. Da qui comincia la sua odissea.
Ripara in Russia, ma dopo meno di un anno deve scappare anche da lì e si stabilisce prima a Berlino e poi, sul finire del 1923, a Parigi, dove partecipa a tutte le concitate vicende del fuoriuscitismo e al dibattito interno al movimento libertario. Intimo di Luigi Fabbri e Camillo Berneri, dà vita a una moltitudine di iniziative editoriali, rimanendo insieme sempre convinto fautore dell’azione diretta e senza deleghe. Espulso anche dalla Francia, alla fine degli anni Venti varca l’oceano e si trasferisce a Montevideo, dove vive in prima persona le vicende dell’anarchismo platense fino al 1933, anno in cui sarà deportato nelle prigioni italiane in quanto “indesiderato”.
Attraverso la testimonianza di Fedeli vediamo così all’opera in una prospettiva internazionale i maggiori militanti anarchici di questi anni alle prese con alcune vicende della storia sociale della prima metà del Novecento, quali la guerra mondiale, la Rivoluzione russa, l’ascesa dei fascismi, e con temi interni al movimento anarchico, come il rapporto con il sindacato e con le altre formazioni della sinistra, la questione dell’organizzazione e l’individualismo, la violenza rivoluzionaria e il diritto alla réprise.

ORE 17:00 SALA CONVEGNI DELLA BIBLIOTECA CIVICA DI CARRARA

PIAZZA D’ARMI

A SEGUIRE APERITIVO

disponibile in prestito lettura presso la Biblioteca Archivio Germinal

acquistabile presso la Biblioteca Archivio Germinal o il Circolo Fiaschi di Carrara oppure edizioni ZIC

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“Noi portiamo un mondo nuovo qui, nei nostri cuori…

17 05 2012


 

 

Giunti alla conclusione del ciclo di incontri Realtà-Utopia, che quest’anno l’Archivio Germinal ha dedicato alle forme e alle pratiche libertarie, ci sentiamo di condividere l’esito positivo di questa esperienza, che ha visto la partecipazione di molte persone, anche estranee al movimento anarchico, segno di un crescente e diffuso interesse rispetto agli argomenti trattati e alle forme autogestionarie e non autoritarie di organizzazione delle società.

Il filo conduttore di quest’anno è stato pensato in contrapposizione a quello che ha caratterizzato il ciclo dell’anno passato, che era incentrato sul controllo sociale. Dagli incontri sul tema del controllo e della repressione era risultato evidente come il meccanismo del Controllo si attui attraverso la riduzione o negazione degli spazi sociali e dell’interazione tra gli individui; da qui la scelta di destinare una nuova serie di iniziative alle realtà, passate e presenti, che si oppongono a questo meccanismo e che propongono delle alternative al sistema – politico, economico, sociale, culturale… – contemporaneo, che viene spacciato come l’unico possibile.

Tutti gli incontri sono stati seguiti con partecipazione, in alcuni casi sono serviti da stimolo per la realizzazione di esperienze che stanno prendendo corpo nell’attualità.

Dall’incontro sull’ecologia sociale si è formato un gruppo che ha dato vita ad un orto sociale nel parco cittadino, un’area verde di Carrara lasciata all’abbandono e al degrado.

In seguito all’iniziativa sulla pedagogia libertaria, che è stata una delle più partecipate con una sala gremita, si è costituito un piccolo nucleo di famiglie che stanno valutando l’opportunità di dare avvio ad una scuola parentale, ispirata alla pratica pedagogica libertaria, per il prossimo anno scolastico.

La giornata dedicata al municipalismo libertario, che ha visto impegnati in un interessante dibattito Domenico Liguori della Federazione Municipale di Base di Spezzano Albanese da una parte e dall’altra la ex sindaco e l’attuale candidata sindaco di Carrara, ha fatto sorgere nei presenti, la maggior parte dei quali estranei al pensiero anarchico e libertario, il dubbio che un governo sia effettivamente utile.

L’iniziativa sulle banche del tempo e le forme di mutuo scambio ha raccolto l’interesse di alcuni presenti per la creazione di un gruppo di scambio dei saperi, ossia un modo per imparare/insegnare attraverso la condivisione delle proprie e altrui conoscenze senza l’uso del denaro.

Il primo incontro, che era stato dedicato al movimento NoTav e al comitato 3.32 dell’Aquila, ha dimostrato un effetto positivo manifestatosi nel susseguirsi di eventi riguardanti queste tematiche organizzati sul territorio locale.

Ha chiuso il ciclo un intervento a carattere storico di Enrico Acciai che, nella giornata dal titolo “Non è un’utopia”, ha parlato degli straordinari eventi verificatisi in Spagna nel 36, dove la collettivizzazione fu grande protagonista. Un tuffo nel passato che ha dato ottimi spunti per capire quali potrebbero essere, anche ai giorni nostri, le strade da percorrere per arrivare a forme di autorganizzazione e autogestione con rapporti sociali ed economici basati sull’antiautoritarismo.

 Collettivo Libertario Archivio Germinal

….Quel mondo sta crescendo in questo istante”

 

http://www.umanitanova.org/n-16-anno-92/carrara-realt%C3%A0-utopia





Non è un’Utopia. L’esperienza della Spagna libertaria

10 04 2012

Siamo arrivati all’ultimo incontro del ciclo Realtà <–> Utopia e non potevamo non dedicarlo all’esperienza che più di ogni altra ci ha dimostrato che è possibile, che una società diversa è possibile, basta sognarla e metterla in pratica, non è un’utopia….

Tra l’estate del 1936 e quella del 1937 un vasto processo rivoluzionario coinvolse buona parte della Spagna repubblicana e l’autogestione, sotto forma di una miriade di collettivizzazioni che si imposero in ogni ambito dell’economia, fu l’elemento caratterizzante di questo movimento. I rivoluzionari di quell’estate del 1936 cercarono di scrivere un nuovo patto sociale per la società spagnola, ma quello che fu definito dai testimoni dell’epoca come il più grande festival rivoluzionario nella storia dell’Europa occidentale si risolse, tanto per le divisioni interne del fronte repubblicano impegnato in un difficile conflitto civile quanto per i limiti del progetto stesso, in una clamorosa sconfitta per il movimento libertario iberico.

Con questo nostro intervento ci proponiamo sia di fare il punto sull’esperienza delle collettivizzazioni come momento centrale della rivoluzione spagnola sia di analizzarne i limiti e le cause del fallimento. Come fu possibile che, nella Spagna del 1936, una parte non indifferente del proletariato urbano e delle masse contadine si sia lanciata, senza esitazioni, nell’esperienza collettivista? Era possibile il successo della loro “idea di società” in quel particolare contesto storico? Cosa c’era di attuale nelle loro proposte sociali? Partendo da queste domande cercheremo di riflettere sul mondo a cui aspiravano quei “colectivizadores” del secolo scorso.

Interverrà Enrico Acciai, ricercatore presso l’Universidad de Catanbria (Santander, Spagna), è uno storico e si occupa di antifascismo e movimento anarchico.

VENERDì 13 APRILE   ORE 18:00

in via del Commercio 8A nel nuovo Laboratorio Palco 38 a Carrara.
Via del Commercio è vicinissima al parcheggio gratuito di San Martino, per chi ha parcheggiato a San Martino via del Commercio è quella che fa angolo con il Consorzio Agrario, il Laboratorio è davanti alla pizzeria Big Ben.

 A SEGUIRE APERITIVO





SottoControllo scritti sul controllo sociale

2 04 2012

Ce l’abbiamo fatta… finalmente siamo riusciti a portare alla luce il libro che raccoglie gli interventi del ciclo di iniziative che la Biblioteca Archivio Germinal ha dedicato al controllo sociale tra il 2010 ed il 2011. 

Il tema del controllo sociale è fondamentale per capire il funzionamento della nostra società, soprattutto è importante approfondirlo negli aspetti spesso ignorati o sconosciuti. Se infatti è abbastanza immediato pensare al controllo connesso alle pratiche più o meno note di sorveglianza operata dagli organi istituiti per tale scopo, questa immediatezza viene meno quando si pensa a come è organizzata una città o all’edilizia abitativa e istituzionale, quando si entra in una scuola o in un ospedale, quando si accetta una promozione commerciale via mail, si compila la tessera a punti di un supermercato, si fa un reclamo telefonico o quando si valutano le politiche sociali rivolte ai “soggetti deboli”, quelle contro l’immigrazione o le riforme del lavoro.  Le forme del controllo sociale sono molteplici, la società moderna e contemporanea è strutturata sul controllo, in modo che nessuno possa sfuggirvi e che, di conseguenza, possa essere indirizzato, manipolato oppure oppresso; ovviamente in questo libro trattiamo solo alcuni di questi aspetti, introddotti dall’interessante saggio sulla devianza sociale di Filippo Buccarelli.

Migliorare il grado della nostra consapevolezza su questo argomento significa fare un passo avanti per costruire una società diversa, perchè il cambiamento deve partire da noi, da come vediamo le cose, da come agiamo, perchè anche quando non ce ne accorgiamo siamo sottoposti al controllo sociale e anzi a volte, lo creiamo noi stessi.

Per chi volesse acquistarlo può scrivere a

archivio.germinal@gmail.com

e fare un versamento di 10,00 euro (più eventuali spese di spedizione)

sul conto corrente postale 6032713 intestato a Associazione Archivio Germinal





Il tempo… non è denaro

27 03 2012

Il quinto incontro del ciclo Realtà <–> Utopia sarà dedicato alla banche del tempo ed alle forme di mutuo appoggio e scambio non monetario.

Nelle società postindustriali non si riesce più a riconoscere il proprio vicino, i luoghi della socializzazione diminuiscono o perdono di senso, cresce l’isolamento degli individui. L’originalità delle Banche del Tempo (BdT) consiste nel fatto che esse non riducono il cittadino né ad un lavoratore, né ad un consumatore. E’ un sistema di scambio non monetario ovvero un’esperienza in cui gli aderenti, su base volontaria, si scambiano beni e servizi senza l’intermediazione del denaro, secondo un rapporto di reciprocità. La BdT in particolare si basa sullo scambio gratuito di “tempo”, ciascuno mette a disposizione qualche ora per dare ad un altro una certacompetenza. Le “ore” date vengono “calcolate” e “accreditate” o “addebitate” nella banca. Può succedere così, che non sia la stessa persona a “rimborsarle”, ma un’altra. Tutti gli scambi sono gratuiti; solo è previsto un rimborso spese (per esempio, per i mezzi di trasporto o eventuali materiali utilizzati nel lavoro svolto) e una quota associativa, per lo più annuale, variabile da Banca a Banca. Ogni ora viene valutata per un’ora, indipendentemente dal valore monetario del tipo di prestazione svolta.

Nate una ventina di anni fa in Emilia Romagna, nei primi anni duemila hanno conosciuto un notevole sviluppo e sono state oggetto di decine di tesi di laurea, di centinaia di articoli, interviste, pubblicazioni. La particolare attività coinvolge persone assai diverse per età, condizioni sociali e culturali. Gli iscritti sono in prevalenza donne (circa 70 percento). L’età media si sta progressivamente abbassando in quanto l’utilizzo costante dell’informatica(mail e web) ha coinvolto anche le fasce giovani della società.

Il fine ultimo è cercare il benessere sociale e individuale attraverso le relazioni interpersonali, piuttosto che con il consumo di beni, concepire l’attività economica non solo in una logica individualistica, ma anche di reciprocità al fine di favorire dinamiche di socializzazione.

Interverranno:

Paolo Coluccia, pedagogo ed esperto di cultura della reciprocità

Luigi Tomasso, gestore di www.banchetempo-flash.it e autore della Guida pratica alle Banche del Tempo

 

SABATO 31 MARZO ORE 18:00

SALA DELLA RESISTENZA DEL COMUNE DI CARRARA

A SEGUIRE APERITIVO

 





Archivio Storico della FAI- Imola

18 03 2012

Grazie alla generosità dei compagni e delle compagne dell’Archivio Storico della FAI  e del Centro di Studi Sociali Malatesta con sede ad Imola, la mediateca dell’Archivio Germinal si è arricchita di importanti documenti video ed audio sulla storia del movimento anarchico.

L’Archivio Storico della Federazione Anarchica Italiana è stato costituito a seguito della deliberazione del 17° congresso della FAI (Livorno 1-2-3 novembre 1985) di istituire una commissione per la raccolta della documentazione riguardante l’attività della stessa federazione e quella dell’anarchismo di lingua italiana. La Federazione Anarchica Italiana, fondata nel 1945, non prevede alcun organismo decisionale centralizzato e svolge la sua attività attraverso i gruppi locali ad essa federati e le commissioni di lavoro nominate nel corso dei congressi. Tali strutture hanno conservato, nel corso degli anni, il materiale prodotto determinando in tal modo una significativa frammentazione della documentazione, cui la decisione del Congresso del 1985 intendeva porre rimedio. Concentrate inizialmente a Pisa in una sede che ospitava i gruppi federati locali e la biblioteca “F.Serantini”, le carte sono state trasferite a partire dal 1988 a Imola presso il Circolo di Studi Sociali “Errico Malatesta” dove, nel corso degli anni, si sono notevolmente arricchite di materiali prodotti da numerose organizzazioni locali e nazionali del movimento anarchico e dalle commissioni di lavoro, nonché da quelli raccolti dai singoli militanti. Sono inoltre conservate circa 1500 testate di periodici in lingua italiana e 800 in altre lingue e una raccolta di bandiere storiche dal 1936 agli anni ’70. Per la ricchezza della sua documentazione che copre un arco cronologico di quasi un secolo (1920-2011) con materiali anche del XIX secolo, l’Archivio Storico della Federazione Anarchica Italiana costituisce una significativa testimonianza della storia del movimento anarchico e riveste un interesse storico particolarmente importante per la storia dei movimenti politici e sociali del XIX e XX secolo. Il catalogo dei fondi librari è consultabile on line dal sito http://www.asfai.info/

Sono quindi ora disponibili all’Archivio Germinal alcuni cd musicali con raccolte di canti di lotta e di protesta,

alcuni documentari sulla guerra civilie spagnola e l’anarchismo spagnolo:

Durruti en la Revoluciòn espanola

Tra guerra e rivoluzione Anarchici italiani in Spagna

Vivir la Utopia

Omaggio a Francisco Ferrer

video documentari sul movimento anarchico in Italia:

Quando l’anarchia verrà

Quando l’anarchia verrà integrale Carrara

Intervista a Gigi di Lembo

documentari sulla Comune di Parigi e sull’esperienza della colonia anarchica Cecilia in Brasile

ed un opusculo a cura di Davide Turcato “Leggere Malatesta”.





Oltre i referendum… Il Municipalismo libertario e l’esperienza di Spezzano Albanese

4 03 2012

Perché un incontro intitolato “Oltre i referendum”?
Perché il referendum non è l’unica e massima espressione del potere del singolo cittadino nei confronti dell’autorità dello stato. La pratica della democrazia diretta conosciuta dalla maggior parte delle persone passa attraverso le istituzioni dello stato, tanto a livello nazionale quanto locale.

Quello che vorremmo far emergere, confrontandoci con l’esperienza del municipalismo, è come queste pratiche possano essere pensate senza il supporto di quelle istituzioni che inevitabilmente le snaturano. Esistono altri modi per essere cittadini coinvolti nella costruzione del proprio futuro.
Il municipalismo libertario è appunto una forma di autogestione tramite democrazia diretta attuata a livello comunale, o di quartiere, nel caso di grandi città.

A Spezzano Albanese, in provincia di Cosenza, questa utopia di autogestione esiste: la Federazione Municipale di Base (FMB) interviene su tutte le questioni dell’amministrazione comunale basandosi sul principio della democrazia diretta in piena autonomia dall’amministrazione stessa e da ogni formazione politica e partitica. La federazione pone le sue basi sui principi dell’autorganizzazione, dell’autogestione; bandisce ogni principio di organizzazione verticistica, di autoritarismo, di burocraticismo e protende la sua azione diretta verso la costruzione di una società di Donne e Uomini liberi ed uguali. La federazione è basata sul libero accordo e sull’autogoverno, federata orizzontalmente tra gli individui nell’ambito di un’associazione, tra associazioni nell’ambito di un municipio e tra comuni, province, regioni, nazioni in una grande confederazione internazionale.

Per la FMB interverrà Domenico Liguori

SABATO 10 MARZO

ORE 17:00 SALA DELLA RESISTENZA DEL COMUNE DI CARRARA

A SEGUIRE APERITIVO