Udienza per la reintegrazione di Riccardo Antonini

30 09 2012

Martedì 2 ottobre alle ore 9.30, al Tribunale di Lucca in via Galli Tassi 61, l’udienza per la reintegrazione di Riccardo Antonini, ferroviere licenziato il 7 novembre 2011

Due ‘diversi’ indagati: storie opposte

 Mauro Moretti, A.D. di FS, è indagato per il disastro ferroviario di Viareggio del 29 giugno. Alla conclusione delle indagini, il 28 giugno scorso, la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per lui, altri A.D. e dirigenti delle ferrovie. La politica ferroviaria di Moretti, in sintonia con i suoi predecessori, ha accelerato processi di ristrutturazione, liberalizzazione e privatizzazione, che hanno peggiorato il carattere sociale e pubblico delle ferrovie, a danno di viaggiatori e pendolari, e penalizzato la sicurezza. Basta ricordare gravissimi incidenti come Piacenza e Crevalcore e i 34 lavoratori morti sui binari dal 2007 ad oggi!

Dopo la strage di Viareggio, Moretti è stato riconfermato alla guida delle Fs e presidente delle ferrovie europee, presidente del Collegio ingegneri ferroviari, nominato membro del direttivo di Confindustria e cavaliere dal presidente Napolitano. E fa il sindaco a Mompeo (Rieti). Coccolato da istituzioni, governanti, politici … viene invitato a inaugurazioni, conferenze, convegni. Lui stesso organizza appuntamenti e convegni come sulla sicurezza (?), il 22 maggio a Roma, dove ha teorizzato la sicurezza accettabile. In questi anni ha licenziato, sanzionato e sospeso, rivendicandolo con vanto, ferrovieri delegati alla sicurezza e impegnati su sicurezza e trasporto pubblico.

Riccardo Antonini, dipendente di Rfi, licenziato da Moretti il 7 novembre scorso per non aver rinunciato all’incarico gratuito di consulente di familiari prima e del sindacato dopo, nell’incidente probatorio per la strage di Viareggio.

Indagato, dal 31 luglio, assieme ad altre 24 persone, di “violenza privata” con l’accusa di aver impedito a Moretti di parlare alla festa del Pd a Genova il 9 settembre scorso per ‘offesa all’onore e al decoro di Moretti’. Circostanza, quella di Genova, falsa e pretestuosa, ma utile a Moretti, sottolineata anche nel provvedimento di licenziamento e in comunicati pubblici per strappare consensi alla sua rappresaglia con il tentativo di nascondere il vero motivo del licenziamento: il fatto che Riccardo non si sia piegato alle intimidazioni e alle minacce di Moretti di cessare immediatamente l’impegno nell’incidente probatorio per la ricerca della verità e delle responsabilità.

Nei 33 anni di ferrovia, Riccardo ha sempre lottato per la sicurezza e la salute in ferrovia, contro licenziamenti, sospensioni e intimidazioni nei confronti di tanti ferrovieri. Assieme a ferrovieri e cittadini, dopo la strage di Viareggio, ha dato vita all’Assemblea 29 giugno, una realtà organizzata a fianco dei familiari delle vittime impegnata in questa battaglia per sicurezza, verità e giustizia.

Per Moretti la strage di Viareggio è stata uno ‘spiacevolissimo episodio, per Riccardo spiacevole episodio è stato il suo licenziamento perché risolvibile, ma anche se così non fosse non sarebbe la fine del mondo. Per Moretti “basta un incidente in ferrovia e sembra che caschi il mondo”, per Riccardo il mondo è crollato proprio ai familiari che nella strage hanno perso per sempre i loro cari. Due modi contrapposti di intendere la realtà, due modi differenti di intendere le parole. Noi abbiamo scelto con quale storia stare.

Viareggio, 26 settembre 2012             – AssociazioneIl mondo che vorrei” – Assemblea 29 giugno

 

Il licenziamento di Riccardo è frutto della mobilitazione sulla strage di Viareggio del 29 giugno 2009 (32 vittime, numerosi feriti e sopravvissuti) in corso da oltre 3 anni.

La mattina del 2 ottobre, dalle ore 9.00 a Lucca, di fronte al Tribunale abbiamo promosso un presidio di solidarietà e sostegno, per non dimenticare e per rivendicare sicurezza, verità e giustizia sulla strage. Da Viareggio l’appuntamento è alle ore 8.00 nel piazzale Pam.

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20 12 2011

Strage di Viareggio: trentadue morti senza giustizia

Il 29 giugno del 2009 la fuoriuscita di gpl da un treno-cisterna fermo alla stazione di Viareggio provocò 32 morti, decine e decine di gravi ustionati e un quartiere, quello attorno a Via Ponchielli devastato. I sopravvissuti e i familiari delle vittime costituirono un comitato, Assemblea 29 Giugno, per fare chiarezza sulla vicenda. A due anni di distanza, come consuetudine in questo paese, non c’è né verità né giustizia. Quello che è successo, che si configura sicuramente come un incidente di lavoro, si è trasformato in uno dei peggiori incidenti ferroviari e il 4 novembre 2011, a conclusione dell’udienza per l’incidente probatorio, ha assunto tutti gli aspetti della strage di Stato.
L’udienza nel tribunale di Lucca, durata tre giorni, doveva avere come finalità quella di raccogliere e discutere in contradditorio le perizie dei consulenti tecnici della RFI, della procura della repubblica e del Comitato, sulle cause dello squarcio nella cisterna e della rottura dell’assile. Quello che ne è uscito, raccontato nell’assemblea pubblica tenutasi il 14 Novembre a Viareggio, è stato sconcertante: i consulenti di RFI hanno negato l’evidenza facendosi beffa delle leggi della fisica e della dinamica. Nelle relazioni messe agli atti ci sono le conclusioni ma non le premesse e mancano gli allegati tecnici e scientifici che a quelle conclusioni portano. Sia i consulenti tecnici della procura, che quelli del Comitato si sono trovati in serie difficoltà a portare avanti il contradittorio con periti che affermavano: “i calcoli non sono affidabili… le ricostruzioni sono state fatte ad occhio perché più attendibili di una ricostruzione digitale tridimensionale”. Trattandosi di parti meccaniche in cui si ragiona in ventesimi di millimetro e in decimi di grado è davvero difficile da credere, anche per chi non ha alcuna cognizione in materia. Gli avvocati della procura hanno chiesto la sostituzione di questi tecnici, per due motivi: l’inadeguatezza del lavoro scientifico e il conflitto di interessi di uno dei due consulenti. Si, perché l’Ing. Licciardello ha un contratto di consulenza con la direzione centrale delle ferrovie, che fa capo alle ferrovie dello Stato e al ministero dei trasporti, contratto che individua come soggetto pagatore la RFI, nel sistema di scatole cinesi che la privatizzazione delle ferrovie ha comportato. In poche parole RFI si è scelta come consulente tecnico un suo dipendente. La richiesta è stata ricusata dal GIP, Dott. Silvestri, che ha affermato la bontà delle perizie e l’assenza di conflitto di interessi. Dunque, con queste relazioni tecniche, che sono una pagliacciata, si andrà al processo.
Come se non bastasse, il 7 novembre, tre giorni dopo la chiusura dell’udienza, l’amministratore delegato di Trenitalia, Moretti, ha licenziato Riccardo Antonini, ferroviere e consulente del Comitato, con l’accusa di conflitto di interesse. Antonini si è da sempre occupato di sicurezza sul lavoro e questo ruolo non è mai stato digerito all’interno di Trenitalia. Alla costituzione del Comitato Assemblea 29 Giugno ha scelto di dare il suo contributo con l’esperienza maturata in una vita da ferroviere. Essere un lavoratore che si occupa della salute e della sicurezza sua e dei suoi colleghi ed un cittadino che si preoccupa della sicurezza di tutti, entra in conflitto con l’idea di lavoratore che ha Moretti e che sta prendendo sempre più piede in questo paese.
Antonini per questo ruolo di consulente era stato prima diffidato, poi sospeso ed infine è stato licenziato.
Quando prende la parola nell’assemblea le prime affermazioni riguardano la strage: poteva essere evitata, c’erano già state segnalazioni di problemi da parte dei ferrovieri, obblighi riportati nelle circolari della comunità europea mai applicati (come quello di avere una cisterna vuota all’inizio e alla fine del convoglio), una petizione da parte dei cittadini di Via Ponchielli che risale all’ottobre del 2001 in cui chiedono delle barriere di separazione dalla ferrovia. Continua dicendo che all’interno di RFI si vive un clima di intimidazioni di stampo terroristico verso tutti coloro che si battono per la sicurezza. Non sono infatti pochi i ferrovieri licenziati o sospesi per questo motivo, in un settore in cui dal 2007 muore un lavoratore ogni 55 giorni.
Lo sgomento dei sopravvissuti e dei familiari delle vittime è grande ma nessuno è intenzionato a mollare ed anzi sono previsti cortei e manifestazioni di protesta, perché Antonini sia reintegrato al suo posto di lavoro e perché siano indicate le precise responsabilità delle ferrovie, sempre più interessate all’alta velocità e sempre meno alla manutenzione e alla sicurezza.
Il primo appuntamento è stato sabato 19 novembre, con un corteo che ha sfilato a Viareggio, da Piazza Margherita sino alla stazione ferroviaria, dove ci sono stati alcuni interventi e l’occupazione simbolica per 10 minuti di un binario. La partecipazione è stata numerosa e ha visto l’adesione di alcuni comitati, come quello dell’Associazione Familiari della Moby Prince.
La prossima data sarà alla fine di novembre a Roma, in occasione dell’inaugurazione della stazione Tiburtina alla presenza di Moretti.

Ica

http://www.umanitanova.org/n-34-anno-91/strage-di-viareggio-trentadue-morti-senza-giustizia





Riccardo Antonini è stato licenziato

10 11 2011

“E’ un atto di intimidazione nei confronti dei lavoratori e un’offesa per le vittime della strage di Viareggio”.

Queste le prime dichiarazioni del ferroviere Riccardo Antonini dopo aver ricevuto la lettera di licenziamento da parte delle Fs. Riccardo Antonini, il ferroviere che svolge un ruolo di consulente di parte civile nell’incidente probatorio per l’inchiesta lucchese sulla strage alla stazione di Viareggio è stato licenziato dalle Ferrovie. La notizia la comunica lo stesso Antonini, ricordando di aver già ricevuto in passato una lettera di richiamo e un provvedimento di sospensione legate alla sua attività di consulenza. Il licenziamento è senza preavviso per giusta causa perché si è “definitivamente compromesso il rapporto fiduciario”. Antonini è stato prima consulente di un familiare delle vittime, poi della Cgil. Grazie al suo ruolo ha potuto partecipare agli accertamenti avvenuti nell’ambito dell’incidente probatorio, che si è concluso nei giorni scorsi al tribunale a Lucca, dove c’é stato uno scontro tra esperti. I periti del gip e del gruppo Fs da una parte, i consulenti della procura e delle parti offese dall’altra. Antonini aveva ricevuto una lettera di diffida in cui gli si contestava di aver partecipato all’udienza dell’incidente probatorio dell’8 ottobre, quando vennero contestati i consulenti del Gruppo Ferrovie, e alla manifestazione del Pd, il 9 settembre a Genova, quando venne criticato l’ad del Gruppo Fs Mauro Moretti.
Tanti i messaggi di solidarietà per Riccardo e di indignazione per quanto messo in atto dalle ferrovie. Per Daniela Rombi presidente dell’Associazione “Il Mondo che vorrei” e madre di Emanuela Menichetti una delle 32 vittime della strage ferroviaria, “quello che hanno fatto a Riccardo ha dell’incredibile”. Riccardo “non sarà solo lo vogliamo dire in modo netto e deciso anche perché al nostro fianco abbiamo bisogno di uomini veri che ci affianchino nella ricerca di verità e giustizia e non di periti di parte pagati da Fs. Ecco perché ci pare inaudita la decisione presa da parte delle Ferrovie che solo a conclusione dell’incidente probatorio hanno licenziato Riccardo, che avrà al suo fianco non solo noi familiari ma tutti gli altri rappresentanti dei Comitati italiani che si sono uniti a noi per lottare affinché prevalgano verità e giustizia in tutte le tragedie che purtroppo ci accumunano”.

Assemblea 29 giugno

L’Associazione Archivo Germinal esprime la propia solidarietà a Riccardo e a tutti i familiari delle vittime della strage.





Strage di Viareggio: presidio di denuncia e solidarietà

16 08 2011

Le Ferrovie alla fine hanno deciso di sospendere per 10 giorni Riccardo, per il “conflitto d’interessi” dovuto al suo impegno nell’Assemblea 29 Giugno, in previsione di un licenziamento.

SABATO 20 AGOSTO ci sarà un presidio davanti alla Stazione di Viareggio, dalle 8:00 alle 12:00 per dimostrare la solidarietà a Riccardo e informare su quanto sta accadendo. Nella sezione COMUNICATI potete leggere il comunicato dell’Assemblea 29 Giugno.

Da giovedì 25 agosto a domenica 28 agosto, sempre a Viareggio, nelle strutture installate tra lo Stadio dei Pini ed il Palazzetto dello Sport si tiene l’Incontro della Solidarietà sulla strage di Viareggio con dibattiti, cucina, bar, musica …