NUOVI ARRIVI IN BIBLIOTECA

15 03 2016

CENTO ANNI DI STORIA OPERAIA – La camera del lavoro di Sestri Ponente e l’Unione Sindacale Italiana

 

È finalmente consultabile nella nostra biblioteca l’ultimo lavoro di Guido Barroero.Uno spaccato di storia di lotta sindacale in Liguria di elevato valore storico.

Per un’introduzione sui contenuti dell’opera vi proponiamo la lettura della panoramica a cura dei compagni del Comidad cliccando sul link seguente:

http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=706

inoltre è anche disponibile per consultazione

Xylella Report 

Per acquistare il libro “Xylella Report” vedere qui
http://xylellareport.it/dove-trovare-il-libro/

Per approfondimenti e ultime news:
www.xylellareport.it





CANTIAMOGLIELE! Una giornata di cori popolari e politici

10 12 2015

L’ Archivio Germinal, in collaborazione con il coro Inni e Canti di Lotta della scuola Popolare di Musica del Testaccio di Roma, organizza

CANTIAMOGLIELE!
Una giornata di cori popolari e politici

PER OPPORCI ALLA GUERRA
OGGI COME IERI
PER RIVENDICARE IL DIRITTO
A SCOPRIRE, COLTIVARE E PRESERVARE
IL TERRITORIO, LA CULTURA E LA STORIA
DI CARRARA

Carrara, sabato 12 Dicembre

dalle 15.30 alle 16.30 contemporaneamente:

Piazza Gramsci
Coro Inni e Canti di Lotta della Scuola Popolare di Musica di Testaccio di Roma
Le Voci di Mezzo di Milano, Evelin Bandelli, Marco Rovelli, Davide Giromini

Piazza delle Erbe
I Suonatori Terra Terra di Firenze, Anna Barile dell’Aquila
Simona Ugolotti di Genova, I Malfattori di Sant’arcangelo di Romagna

Piazza Matteotti
Coro Garibaldi D’assalto e De Soda Sister di Livorno
Peto e Leo di Piadena
Coro Seduto di Genova

Piazza Alberica
Controcanto di Pisa, Massimo Ferrante di Napoli, Coro Novecento di Fiesole

alle ore 17.00
Piazza Gramsci
Incontro di tutti i cori e cantata finale

 

Perché questa iniziativa

A Carrara il 4 novembre 2015, durante la celebrazione della “festa nazionale delle forze armate” è stata intonata una canzone che non era prevista nella cerimonia. Si dice che chi veniva sorpreso a cantarla, durante la prima guerra mondiale, rischiasse la fucilazione.
Cento anni dopo “O Gorizia” evidentemente è un testo ancora scomodo: basta una strofa per essere identificati, allontanati e aggrediti.
Crediamo che sia sbagliato celebrare ancora la vittoria italiana nella prima guerra mondiale, inutile carneficina, e che non ci sia niente da festeggiare.
E che proprio oggi, quando sembra si stia nuovamente soffiando sul fuoco della guerra, sia importante insegnare ai ragazzi valori diversi dal “sacrificio della vita per la vittoria”.

Perché a Carrara

Perché nonostante la nostra amministrazione tenti in tutti i modi di tagliare i ponti con il passato (e non solo metaforicamente), la tradizione di canti di lotta fa parte del bagaglio storico, culturale e politico della nostra terra. Storicamente i carraresi, oltre che cavatori e per una buona parte anarchici, avevano una passione: il canto.
Non a caso nel Teatro Politeama (oggi chiuso per crolli dovuti a speculazioni edilizie) venivano provate le opere prima di mandarle alla Scala di Milano:
la gente, le arie le sapeva tutte. E così le canzoni.

Perché l’Archivio Germinal

La Biblioteca Archivio Germinal, che fino a pochi anni fa aveva sede proprio nei locali adiacenti al ridotto del Politeama, conquistati durante la resistenza, è dislocata da anni, per volontà dell’amministrazione, a Torano, in una sede “provvisoria” difficile da raggiungere e inadeguata a conservare, consultare e catalogare le migliaia di volumi che ospita.
Tutto questo fa parte, a nostro parere, di una sorta di “distruzione sistematica del paesaggio, della cultura e dei servizi” che la nostra città sta subendo negli ultimi anni: oltre alle montagne, che ci si stanno sgretolando sotto gli occhi, non abbiamo più teatri, cinema, ludoteche comunali, ospedale, parchi pubblici…

Aderiscono:
Giovanna Marini
Gualtiero Bertelli – Alessio Lega
Sandro Portelli – Cesare Bermani
“Istituto E. de Martino” di Sesto Fiorentino
Circolo “Gianni Bosio” di Roma
“Coro seduto” di Genova
“Coro Ingrato” di Milano
“Gli Archivi della Resistenza” di Fosdinovo,
Circolo Culturale Anarchico “Gogliardo Fiaschi”
“Gruppo Germinal”
USI-AIT Sezione di Carrara
Collettivo Harlock
Circolo Arci “il Viandante”
“Assemblea Permanente” di Carrara
Circolo Arci “Dei Baccanali”
“Contatto Radio”
“Il Deposito” Archivio on line di canti politici e di protesta
Andrea Satta dei Tetes de Bois
Il coro “Vociarcutinate” canterà “O Gorizia” a Trieste in contemporanea

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“E rovina della gioventù”

7 11 2015

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Si dice che chi veniva sorpreso a cantarla, durante la prima guerra mondiale, rischiasse la fucilazione. Cento anni dopo, O Gorizia evidentemente è un testo ancora scomodo, se basta intonarne una strofa per essere aggrediti.

Il 4 novembre, festa delle forze armate, a Carrara, non solo si celebrava la “vittoria” in piazza, non solo lo si faceva alla presenza e tramite la voce dei bambini – chiamati a leggere le lettere dei soldati – ma chi ha provato pacificamente a intromettersi nello spettacolo guerrafondaio ha subìto la violenza dello stato. La nostra compagna Soledad Nicolazzi, infatti, è stata fermata dalle forze dell’ordine dopo aver intonato la prima strofa del canto antimilitarista e allontanata con la forza dalla celebrazione che si teneva in piazza Gramsci (già piazza d’armi, appunto).

Non c’è niente da festeggiare riguardo alla guerra (in generale) e in particolare riguardo alla prima guerra mondiale: carneficina in cui a pagare sono stati, come sempre, gli sfruttati. E ci sarebbe da insegnare ai bambini ben altro che l’ardore per la patria e il sacrificio della vita per la vittoria: per esempio, che il soldato straniero dall’altra parte della linea di battaglia era un povero, sfruttato e costretto alle armi come il soldato italiano.

Il 4 novembre a Carrara lo stato ha risposto a un atto legittimo e pacifico mostrando il suo volto repressivo, con una reazione spropositata e innecessaria.

Durante la battaglia di Gorizia, nell’agosto 1916, morirono circa 10.000 soldati, e ne vennero feriti 80.000. Oggi come ieri: morire per la patria, morire per niente.

 





Giovedì 8 presentazione de “La rivoluzione russa in Ucraina” a Roma

5 10 2015

Giovedì 8 saremo ospiti del Cafiero di Roma per una presentazione del volume due del fumetto su Nestor Makhno.

Ecco tutte le info:

Giovedì 8 ottobre 2015, dalle 20 in poi, allo Spazio Anarchico “19 luglio” in Via Rocco da Cesinale 18 (Metro Garbatella) verrà presentato il fumetto di Jean Pierre Ducret “La rivoluzione russa in Ucraina” editato dalla Biblioteca Archivio Germinal di Carrara. Saranno presenti l’autore e gli editori. Verranno anche proiettati dei contributi video sull’argomento.
Il fumetto racconta la storia di una rivoluzione, quella avvenuta in Ucraina tra il 1918 e il 1920, quando gli anarchici, stretti tra le armate bianche di Denikin e Wrangel e l’armata rossa guidata da Trotsky riuscirono a sconfiggerli ed a costruire una società autogestionaria.

Oltre alla storia della rivoluzione ucraina vogliamo anche parlare dell’utilizzo del fumetto come mezzo di divulgazione culturale, di come un’espressione artistica come le strip, considerate una forma “minore” di comunicazione, possano invece diventare “letteratura disegnata”.

Come di consueto prima e dopo la presentazione si mangia, si chiacchiera, ci si informa, si gioca a biliardino. Ricordiamo che tutte le nostre iniziative sono gratuite, ma non ci dispiace ricevere sottoscrizioni.


Giovedì 8 ottobre 2015, dalle 20 in poi, allo Spazio Anarchico “19 luglio” in Via Rocco da Cesinale 18 (Metro Garbatella).

Gruppo Anarchico “C. Cafiero” – FAI Roma





La rivoluzione russa in Ucraina, volume 2

17 09 2015

A due anni dall’uscita del primo, siamo pronti a presentare il secondo volume dell’albo a fumetti su Nestor Makhno “La rivoluzione russa in Ucraina”. Makhno internet 2

Il fumetto verrà presentato il 1 ottobre a Carrara (ore 17.30, sala di rappresentanza del comune) e il 3 ottobre a Firenze nell’ambito delle vetrine dell’editoria anarchica (ore 16.20, presso Obihall). Sarà con noi l’autore, esporremo le tavole originali e proietteremo dei video sulla realizzazione del fumetto.

Il prezzo di lancio del fumetto è di 15 euro e si può ordinare per ora scrivendo a archivio.germinal@gmail.com. Per chi si è perso il volume 1, che sta per terminare, sarà presto disponibile una versione in formato digitale (presto nuove info su un sito dedicato).

Di seguito, l’introduzione al secondo volume.

È con grande soddisfazione che ci accingiamo, a quasi due anni dall’uscita del volume uno, a presentare la seconda parte dell’albo a fumetti di Jean Pierre Ducret La rivoluzione russa in Ucraina. E il fatto stesso che siamo riusciti a portare a termine nei tempi che avevamo stabilito l’impresa (perché di impresa, nel senso di azione avventurosa – per rimanere in tema – mi sento di parlare) del volume due è segno degli ottimi frutti che ha portato il primo.

Il progetto del fumetto su Nestor Makhno parte, infatti, da lontano. Sono passati almeno trent’anni da quando l’idea nacque, e alcuni purtroppo non hanno fatto in tempo a vederla realizzata. Ma infine, nell’ottobre 2013, usciva il primo dei tre volumi previsti (così pensavamo, ma il nostro autore continua a disegnare!) sulla rivoluzione russa in Ucraina.

Non essendo editori professionisti, e tanto meno esperti del mondo del fumetto, abbiamo imparato facendo. Dall’autunno 2013, abbiamo iniziato a viaggiare per l’Italia e a portare in giro il fumetto e la sua storia. E proprio parlando con le persone, alle presentazioni, ci siamo resi conto che ci sono molte cose interessanti da dire sul fumetto, sul “come si fa” (sia dal lato dell’autore che da quello della produzione) questo fumetto, che non venivano riportate nell’introduzione – che riproduciamo integralmente – e che vale la pena scrivere brevemente in questa prefazione.

L’albo che avete tra le mani, opera prima di un autodidatta del disegno e della storia, è originariamente scritto in francese, ma viene pubblicato (per ora) solo in italiano. Le grandi tavole originali, disegnate a mano da Jean Pierre, vengono prima fotografate, poi elaborate graficamente e infine impaginate. Intanto, qualcuno sta traducendo dal francese all’italiano. Quando tutto il materiale è pronto, con un font creato appositamente a partire dalla scrittura dell’autore, i baloons vengono riempiti con la traduzione. Tutto il lavoro che sta dietro al fumetto è volontario, compreso quello dell’autore. Ed è degno di nota il fatto che molti dei dialoghi tra i personaggi – ma in generale tutta la storia che viene narrata – siano ripresi quasi integralmente da testi storici, uno per tutti (ma si vedano i numerosi rimandi in nota) La rivoluzione sconosciuta di Volin.

Una volta stampato il fumetto, comincia la seconda parte dell’impresa, non meno impegnativa della prima: andare in giro e diffondere le copie. Il nostro obiettivo era di finanziare il secondo volume attraverso il primo, e ci siamo riusciti. In questi due anni di presentazioni su e giù per l’Italia, da Frosinone a Pordenone, abbiamo incontrato moltissime persone che ci hanno ospitati e si sono appassionate al fumetto, ed è stata – sia per noi che per l’autore – un’esperienza entusiasmante.

Volevo spendere quindi qualche riga per ringraziare pubblicamente chi ha fotografato, chi ha elaborato le immagini e impaginato, chi ha tradotto, chi ha stampato, chi ci ha aiutato a diffondere le copie, chi ci ha ospitato per le presentazioni, chi è venuto a sentirci parlare e chi – recentemente – si è offerto di portarci anche nel mondo dell’editoria digitale… Oltre, naturalmente, chi ci fornisce questa bellissima storia da pubblicare. Quella che leggerete è un po’ un’opera (un’impresa?) collettiva, e grazie a tutti siamo arrivati a questo punto. Adesso non resta che ricominciare il giro, con l’obiettivo di avere il terzo volume tra due anni. E, forse, non sarà l’ultimo.

Presentazione Makhno Carrara

Presentazione Makhno Firenze





È uscito il volume 2 di Satirik!

22 07 2015

copertinaÈ da poco uscito il volume 2 del libro di Riccardo Solari, “Satirik – Viaggio di un disastronauta”.

Costa 6 euro e si può ordinare scrivendo ad archivio.germinal@gmail.com. È inoltre presente in alcune librerie di Carrara e Marina di Carrara (vedi elenco alla fine di questo post).

Presto inizieremo ad organizzare presentazioni, quindi chi fosse interessato a ospitarne una può contattarci!

L’eventuale ricavato verrà donato in favore di una situazione di disagio creata dall’alluvione dello scorso novembre, che decideremo in base alla riuscita dell’iniziativa.

Vi facciamo per adesso leggere la prefazione del libro, a firma Ministero della Sommossa.

Altre info anche alla pagina Facebook dedicata.

Immaginate un agglomerato urbano in cui edifici perennemente in costruzione sfidano i principi più elementari della fisica, immaginate che questo enorme consesso di sinapsi in calcestruzzo venga illuminato, d’un tratto, da un sole che nasce e adagia i propri raggi su antichi cartelloni pubblicitari, tramutandone i grandi caratteri in vortici dorati di parole: state assistendo ad uno degli infiniti processi creativi di Riccardo Solari, poeta in prosa che fa della sua energia e del suo istinto luce per la mente e per le labbra, dove un sorriso si affaccia beffardo per poi svanire al pensiero di una società che non include nei libri di botanica i fiori dell’utopia ed anzi li asfalta.
Questo asfalto, però, diventa, a colpi di rima, orto della fantasia, e in ogni crepa spunta un disperato inno alla vita, alla rivolta, all’amore, allo scherno.
Perdonate se in questa prefazione non scomoderemo nomi altisonanti, non indugeremo sullo stile, non accosteremo l’artista a penne illustri, perché prevale in noi l’abbandono: ci lasciamo trasportare da questi versi, sempre ben cadenzati, che non ci portano lontano nel fu e nello spazio, ma che ci inducono a fermare, per un attimo, il nostro sguardo sul quotidiano.
Cosa vediamo? Una scritta “Compro Oro”, un prete, un piatto di spaghetti, un orologio, un computer, dei topi… misere icone del nostro viver quieti o men quieti si trasformano in detonatori dell’immaginazione, dell’osservazione che, divenuta critica, traspone in sillabe la realtà. Nessun accostamento, s’è detto, nessun paragone, ma inevitabile è ricordare in questo susseguirsi di allegorie sociali ed eufonie vibranti i germi del canto libertario: compagna di questi scritti è, infatti, la musica, la sentiamo farsi largo tra le strofe, armonia trasportata da un ritmo costante e viscerale che puntella il cielo, ora terso, ora grigio, di questo opuscolo satirico e tuttavia intriso di un umorismo e di un autoumorismo profondi, pirandelliani, che ad ogni riga suggono nutrimento da un irriducibile “sentimento del contrario”.
Se per i latini la satira era un manicaretto, ricco dei più vari frutti, che si offriva ogni anno agli dei, per l’autore di questa seconda raccolta di appetitosi ed eterogenei scritti essa è cibo per il cervello, un pasto succulento amorevolmente donato al mondo delle idee: lente scorrono le nuvole lassù, sempre più piccole ed offuscate dallo smog della modernità, dall’ipocrisia del potere, sempre più distanti dall’essere umano, relegato al ruolo di mannequin nella colorata eppur spettrale vetrina del consumismo, ma proprio nell’istante in cui la città sembra addormentarsi nell’ovattato suono di tubi di scappamento, che a tutto servono fuorché a scappare dalla depressione universale del nostro tempo, proprio il quel momento la voce del poeta diviene incanto, speranza del cambiamento, bagliore negli occhi d’un bimbo, d’un monello.
Ebbi il piacere di ascoltare gli studenti del liceo artistico di Carrara rappare il primo “Satirik”: fu un gesto spontaneo, quasi automatico, indotto dall’essenza dinamica e scoppiettante, dinamitarda dei componimenti; constato oggi, senza stupore, che quella carica dirompente non si è indebolita ed è, invece, maturata, attingendo anche dal negativo e dal dolore, attraverso meccanismi di metabolizzazione e sublimazione dai quali solo i veri cantori riescono ad estrarre perle preziose per le proprie collane di lettere.




Ciao Taro

15 07 2015

Ieri, 14 luglio, è mancato il compagno Angelo Dolci, il Taro.

Ci mancherà.

I funerali si terranno domani 16 giugno. Alle ore 16 davanti al Circolo Fiaschi in via Ulivi e poi in piazza Alberica.

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Militante nel movimento fin da ragazzo, durante la resistenza era partigiano nella Formazione Lucetti, poi attivo con il gruppo Bruno Filippi. Nel 1989, e per tutto il periodo, partecipò all’occupazione del Germinal con grande energia, essendo stato uno dei primi ad entrarci, come partigiano, subito dopo la fine della guerra. Fin poco prima che la malattia lo costringesse a letto, era uno dei compagni attivi nella gestione del Circolo Culturale Anarchico di Carrara.
Era nato a Carrara il 28 dicembre 1929.